Conferenza Dal Battesimo allo Sbattezzo

Scritto da Rosario Confessore il . Postato in conferenze

Dal Battesimo allo “Sbattezzo”

(Conferenze a Messina e Reggio Calabria il 29 e 30 ottobre 2015)

I giorni 29 e 30 ottobre, presso la chiesa valdese di Messina e di Reggio Calabria, abbiamo ricevuto la gradita visita del pastore Paolo Ricca che ci ha presentato il suo ultimo libro: “Dal battesimo allo sbattezzo, la tormentata storia del battesimo cristiano”. L’occasione è stata propizia per fare la conoscenza dei pastori Antonino Arena (Chiesa pentecostale) e Giovanni Leonardi (Chiesa avventista) e per ospitare ancora tra noi il pastore Salvatore Rapisarda della Chiesa battista. Illustrando le ragioni ecumeniche che l’hanno spinto a scrivere, l’Autore del libro ha inteso proporci la propria comprensione del battesimo, rileggendo le indicazioni esegetiche del N.T e valorizzando le informazioni della storia del cristianesimo, dalle origini fino ai nostri giorni. La tesi sostenuta dal past. Ricca è che, accanto alla forma canonica del ‘battesimo dei credenti’, si debba riconoscere piena legittimità al pedobbattismo, come una variante dell’unico battesimo cristiano. In tal senso, con un richiamo particolare al testo di Rom.6,3-4: O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita, Ricca ha rimarcato come il senso spirituale del battessimo si concentri essenzialmente nell’opera di Dio compiuta sul Golgota. Già prima del battesimo e della professione di fede del credente, la croce di Gesù è in senso proprio, il luogo dove si compie il nostro battesimo. Sul Golgota infatti siamo per così dire ‘battezzati da Dio’, uniti a Gesù e partecipi della sua morte e resurrezione salvifiche. L’equilibrio del discorso sul battesimo deve dunque gravare sull’opera di Dio, piuttosto che sulla risposta umana della fede che la riconosce e la confessa. E’ Dio (non l’uomo) il soggetto centrale del battesimo; e ciò che con esso si annuncia e si riceve è pura grazia divina che precede ogni atto umano. In questa luce, il battesimo dei bambini non può essere considerato come qualcosa di scandaloso! Si può infatti ammettere che la chiesa pronunci su un bimbo la propria confessione di fede in Cristo morto e risorto, certa che nessuna parola, detta nel nome del Signore, risulti vana.

Gli interventi degli altri relatori, hanno fatto da contraltare al discorso del past. Paolo Ricca e si sono concentrati nel sottolineare il carattere necessario della risposta umana all’opera di Dio. Ciò che in sostanza è stato fatto notare è che nell’annuncio dell’Evangelo, l’oggettività dell’opera di Dio precede e fonda la soggettività della risposta umana della fede. Tuttavia, se la fede non riconosce e non accoglie la grazia di Dio, questa rimane aliena all’uomo che non la riceve. In tal senso, il past. Nicolino Arena ha ripreso i testi di Mc.16,16, “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato”, e di Mt. 28,19, “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, per puntualizzare come il battesimo sia comandato dal Signore e rivolto esclusivamente a chi può testimoniare di credere in Gesù Cristo, suo personale salvatore. Il past. Giovanni Leonardi ha espresso la propria perplessità riguardo al battesimo dei bambini, facendo notare che nel Libro degli Atti, l’espressione “e fu battezzato lui e la sua casa” potrebbe lasciare intendere che nella chiesa delle origini la pratica non fosse esclusa; ma si tratterebbe comunque solo di una ipotesi controversa e di fatto non accertabile. Al contrario, secondo il past. Leonardi, il dato certo nel N.T. è che, quando si parla di battesimo, questo riguarda persone credenti. Infine, tra le varie considerazioni, il past. Salvatore Rapisarda ha rilevato come proprio oggi, in cui la libertà e la responsabilità della persona rischiano di essere assorbite dalle forze potenti della omologazione e del nichilismo, occorra che la chiesa punti su un forte senso di maturità della fede personale e sulla necessità della testimonianza esplicita della fede in Gesù. Anche per questo, secondo il past. Rapisarda, il battesimo dei credenti dovrebbe essere considerato l’unica forma autentica e pregnante del battesimo cristiano. Come spero si rifletta da questo scarno resoconto, la presentazione del libro di Paolo Ricca è stato motivo di intenso dialogo teologico e partecipata discussione non solo tra i relatori, ma anche da parte del pubblico che ha animato gli incontri con domande intelligenti e ben informate. Abbiamo avuto il piacere di ospitare rappresentanti del SAE di Reggio e Messina, fratelli e sorelle delle chiese pentecostali e cattolica, il Prof. Enzo Petrolino (delegato della Chiesa Cattolica per l’ecumenismo nella provincia di Reggio Calabria), il Prof.Daniele Fortuna che ha portato i saluti del direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Reggio Calabria. Un pubblico ‘ecumenico’ è stato introdotto alle complesse questioni che ruotano intorno al tema del battesimo cristiano e gli interrogativi e le considerazioni emerse dagli incontri, ci accompagneranno, arricchendo non solo la vita delle nostre chiese, ma anche le relazioni fraterne che quest’ultime intratterranno all’esterno. Di ciò siamo grati al Signore ed a tutti coloro che hanno voluto condividere questa occasione di ascolto della sua parola.

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