DIASPORA EVANGELICA IN CASA ROMEO A BELLANTONE (RC)

Scritto da Salvatore Marrari il . Postato in Diaspora

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Recita così il SALMO biblico 133:
L’AMORE FRATERNO (Canto dei pellegrinaggi di Davide)
“Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli dimorino insieme ! È come olio profumato che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba d’Aaronne, che scende fino all’orlo dei suoi vestiti; è come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion; là, infatti, il SIGNORE ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno.”
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Dopo questi versetti biblici d’introduzione è d’obbligo raccontare il contesto e il pomeriggio trascorso a BELLANTONE, paesino della piana e frazione del comune di LAUREANA DI BORRELLO (RC).
La Chiesa Cristiana Evangelica Valdese di Reggio Calabria, tra le tante diaspore, una volta al mese riunisce la famiglia Romeo, appunto, di Bellantone attorno ad un tavolo per un incontro biblico e di preghiera, con un libero dibattito che si pregia dei valori infiniti e dell’assoluta libertà che ci dona l’Evangelo di Cristo Gesù. Dunque la “Buona Notizia” è itinerante per mano del sottoscritto che volontariamente raggiunge quelle persone una volta al mese da circa sedicianni, accompagnadosi con fratelli di chiesa o con il Pastore della chiesa medesima, quando è presente e oggi, 18 marzo 2014, assieme a me e per la seconda volta c’è stato Rosario Confessore pastore della già citata chiesa.
Un pomeriggio meraviglioso trascorso assieme al novantaquattrenne “capo” Annunziato Romeo, al di lui figlio Gregorio con la moglie Rosetta, Alessandro il figlio minore per la prima volta tra i presenti, la consuocera dell’attempato fratello Annunziato, signora Caterina madre di Rosetta, i nipoti Nunzio ed Eugenio che fanno capolino alle riunioni col loro educato saluto di cortesia. Ogni volta gli argomenti sono vari e interessanti, oggi è stata letta e commentata la parabola del figliuol prodigo dal punto di vista della ragione umana e nella sua parte profetica che riguarda la benevolenza e il perdono di Dio verso coloro che dichiarano umilmente i loro peccati.
Vi assicuro ch’è stata una “nobile” esperienza protrattasi sino a sera e terminata solo perché noi si doveva ritornare, in auto, per il naturale rientro in famiglia a Reggio Calabria. Non sono mancati i dolcetti e l’assaggino del rosso “rosolio” che produce e cura il caro fratello Gregorio con uva siciliana e “volontà” calabrese ( vedifoto allegate).
Il calore di un ambiente familiare, la saggezza e i racconti del veterano Annunziato, la parola di Dio spiegata dal Pastore Rosario in maniera dolce e indicativa del messaggio Messianico, hanno un ché di corroborante e stimolante, quasi un toccasana che rinforza la fede e che chiunque, tanti, dovrebbero provare in quel preciso contesto, davanti ad un caminello che ti inebria col profumo della legna che arde e scoppietta sotto e attorno agli alari di ferro battuto.
Salvatore Marrari 

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