Ricordo di Annunziato Romeo

Scritto da Salvatore Marrari il . Postato in Diaspora

OGGI UN AMICO, UN FRATELLO, UNA CARA PERSONA E’ MANCATO PER ANDARE TRA LE BRACCIA DEL SIGNORE E ATTENDERE LA RESURREZIONE

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ANNUNZIATO ROMEO, 95 anni, di Bellantone frazione che fa parte del comune di Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria, oggi 26 giugno 2015 ha lasciato questo mondo per andare tra le braccia di Dio in attesa della resurrezione promessa. Questo era il suo credo, il mio e quello ti tante infinite persone cristiane evangeliche che seguono i passi biblici come testamento del Signore e dei suoi Apostoli. Quest’uomo mite e di fine intelligenza fu prigioniero in Sud Africa nell’ultimo conflitto mondiale e li, tra le tende dell’accampamento, conobbe un pastore della Chiesa Cristiana Evangelica Battista dell’Inghilterra. Quasi ispirato da un messaggio divino volle frequentare quegli studi biblici e quei culti fatti per i prigionieri non cattolici e per i militari inglesi già convertiti. “Divorò” in fretta quegli argomenti ritenendoli interessanti, razionali e intelligenti divenendo un predicatore cristiano che dovette poi lottare, al suo rientro in Patria, con le avversità di chi protestante non era. Fece il vigile urbano nel suo paese natio, ma non mancò mai ai suoi doveri d’ufficio che espletò con garbo e rettitudine. Costretto, per il suo lavoro di tutore dell’ordine, a seguire anche le processioni cattoliche di quella chiesa locale, lo fece con spirito di lavoro ma non fu mai genuflesso davanti alle statue che sfilavano per le stradine di Bellanrone, me lo ripeté molte volte con l’orgoglio di chi, come Mosé, aveva raccolto le leggi di libertà del Signore nostro Gesù Cristo. Ci riunivamo, prima che gli acciacchi dell’età lo rendessero dolorante, nell’abitazione di Gregorio, uno dei suoi tanti figli, per produrre uno studio biblico o un piccolo culto nel nome della fratellanza cristiana che ci univa. Così voglio ricordarlo, vicino al tavolo dove, arrivando, posava gli innari; ci abbracciava tutti e cominciava a raccontare le sue vicissitudini di vero cristiano convertito. Alti erano i suoi concetti e le sue filosofie e si restava a bocca aperta quando dalla sua bocca partivano interi passi biblici che la sua mente lucida ha tenuto sempre in memoria sino all’ultimo istante della sua vita, ripeto, terminata oggi. Mi è caro aggiungere quanto io scrissi nel marzo dello scorso anno in una delle ultime riunioni della nostra bella diaspora. Salvatore Marrari  RC 26 giugno 2015 P1020477 DIASPORA EVANGELICA IN CASA ROMEO A BELLANTONE (RC)   Recita così il SALMO biblico 133 :L’AMORE FRATERNO (Canto dei pellegrinaggi di Davide) Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli dimorino insieme ! È come olio profumato che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba d’Aaronne, che scende fino all’orlo dei suoi vestiti; è come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion; là, infatti, il SIGNORE ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno.   Dopo questi versetti biblici d’introduzione è d’obbligo raccontare il contesto e il pomeriggio trascorso a BELLANTONE, paesino della piana e frazione del comune di LAUREANA DI BORRELLO (RC). La Chiesa Cristiana Evangelica Valdese di Reggio Calabria, tra le tante diaspore, una volta al mese riunisce la famiglia Romeo, appunto, di Bellantone attorno ad un tavolo per un incontro biblico e di preghiera, con un libero dibattito che si pregia dei valori infiniti di quella assoluta libertà che ci dona l’Evangelo di Cristo Gesù. Dunque la “Buona Notizia” è itinerante per mano del sottoscritto che volontariamente raggiunge quelle persone una volta al mese da circa sedici anni, accompagnandosi con fratelli di chiesa o con il Pastore della chiesa medesima, quando è presente, e oggi, 18 marzo 2014, assieme a me e per la seconda volta c’è stato Rosario Confessore pastore della già citata chiesa. Un pomeriggio meraviglioso trascorso assieme al novantaquattrenne “capo” Annunziato Romeo, al di lui figlio Gregorio con la moglie Rosetta, Alessandro il figlio minore, per la prima volta tra i presenti, la consuocera dell’attempato fratello Annunziato, signora Caterina madre di Rosetta, i nipoti Nunzio ed Eugenio che fanno capolino alle riunioni col loro educato saluto di cortesia. Ogni volta gli argomenti sono vari e interessanti, oggi è stata letta e commentata la parabola del figliuol prodigo dal punto di vista della ragione umana e nella sua parte profetica che riguarda la benevolenza e il perdono di Dio verso coloro che dichiarano umilmente i loro peccati. Vi assicuro ch’è stata una “nobile” esperienza protrattasi sino a sera e terminata sol perché noi si doveva ritornare, in auto, per il naturale rientro in famiglia a Reggio Calabria. Non sono mancati i dolcetti e l’assaggino del rosso “rosolio” che produce e cura il caro fratello Gregorio con uva siciliana e “volontà” calabrese ( vedi foto allegate). Il calore di un ambiente familiare, la saggezza e i racconti del veterano Annunziato, la parola di Dio spiegata dal Pastore Rosario in maniera dolce e indicativa del messaggio Messianico, hanno un ché di corroborante e stimolante, quasi un toccasana che rinforza la fede e che chiunque, tanti, dovrebbero provare in quel preciso contesto, davanti ad un caminetto che ti inebria col profumo della legna che arde e scoppietta sotto e attorno agli alari di ferro battuto.     Salvatore Marrari  RC 18 marzo 2014  

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