Solidarietà al sindaco di Messina Renato Accorinti

Scritto da Eugenia Marzotti il . Postato in lettere di stima

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La chiesa Valdese di Reggio Calabria apprezza il discorso tenuto dal sindaco di Messina, Renato Accorinti, durante la celebrazione per la Festa delle Forze Armate.

Lo apprezza per i riferimenti fatti alla “pace sopra ogni cosa”, all’abolizione della parola “straniero”, alla condanna delle spese militari in aumento (venti miliardi di euro in armamenti a discapito di analoghe risorse da destinare all’accoglienza), all’articolo undici della nostra Costituzione, che solennemente afferma il “ripudio” della guerra e, infine, alle parole del presidente Sandro Pertini: “Si svuotino gli arsenali fonte di morte, si colmino i granai fonte di vita”.

La Chiesa Valdese ritiene che parlare di pace non sia un correre dietro a fantasie irrealizzabili, non sia un chiudere gli occhi sulla realtà storica e porsi in un mondo irreale, ma significa scoprirne le radici profonde, scoprire che lo “shalom” ebraico non è solo assenza di guerra, ma la somma di tutti i beni, materiali e spirituali, del corpo e dell’anima, quali giustizia, armonia, buona salute, incolumità, riconciliazione, abbondanza di raccolto, totalità. Significa lasciarsi coinvolgere in un impegno che è di tutti, specie di coloro che si ritengono “cristiani”; parlare di pace, operare per la pace significa anelare un mondo migliore ed impegnarsi per la sua realizzazione così come hanno fatto Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela.

La Chiesa Valdese di Reggio Calabria è certa che anche da un ambiente, come quello di Reggio e di Messina, intriso di violenza, corruzione e ingiustizia, possa venire non solo un messaggio che mette a nudo l’ipocrisia che sta dietro a certe affermazioni (guerre di aggressione e di conquista contrabbandate come “missioni umanitarie”), ma anche un impegno fattivo per la pace.

Reputa che Renato Accorinti, con la sua attività di sindaco, sia un operatore di pace, perché chiede tagli alla Difesa, perché critica il Muos e la disumana gestione degli “stranieri”, perché denuncia il taglio di risorse ai servizi essenziali per la vita dei cittadini.

Apprezza il suo coraggio di uscire fuori dal coro e la sua autonomia che possono apparire provocatori e gli augura che queste doti, con il sostegno di tutti i cittadini, lo accompagnino nella realizzazione del suo programma che è quello di rilanciare Messina in “un percorso di condivisione con tutti”.

Con stima

Eugenia Marzotti

 

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